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Morto schiacciato da un letto in Rsa, l’intervento di Marco Furfaro e la protesta dei sindacati

Pescia (martedì 17 febbraio 2026) — Si accende il dibattito politico e sindacale dopo la morte di Giovanni Cosci, 78 anni, deceduto mentre stava effettuando un intervento di manutenzione in una Rsa. A intervenire è l’onorevole Marco Furfaro del Partito Democratico, che punta il dito contro le condizioni del lavoro e il sistema pensionistico.

di Matteo Della Bartola

«Giovanni Cosci aveva 78 anni, ne avrebbe compiuti 79 il prossimo agosto. Era in pensione. Ed è morto sul lavoro», dichiara Furfaro. L’uomo è rimasto schiacciato da un letto elettronico anti-decubito che stava riparando all’interno della struttura: secondo le prime ricostruzioni, il macchinario sarebbe crollato a causa del cedimento di un pistone.

Cosci, in pensione, stava lavorando nel tardo pomeriggio di un giorno di febbraio. «Chi lo conosceva racconta che lavorava perché gli piaceva, perché era sempre disponibile. Ma è proprio questo che rende la sua morte insopportabile», afferma il deputato dem. «Un uomo di quasi 79 anni non dovrebbe trovarsi a riparare un letto in una Rsa. Non in un Paese normale».

Furfaro collega la tragedia a una questione più ampia: «Sempre più pensionati continuano a lavorare perché la pensione non basta, perché il costo della vita aumenta mentre pensioni e retribuzioni restano ferme. La disponibilità di persone come Giovanni diventa il tappabuchi di un sistema che non funziona». E conclude: «Meritava di trascorrere quel pomeriggio con la sua famiglia. Invece è morto lavorando. In Italia il lavoro continua a uccidere. Si faccia piena chiarezza e piena giustizia».

Sulla vicenda intervengono anche le organizzazioni sindacali CISL FP e UIL FPL, che sollevano criticità strutturali della Rsa di Pescia.

«Doveva succedere prima o poi – dichiarano –. La struttura presenta problemi di agibilità e impianti obsoleti. Da anni chiediamo spiegazioni al Comune e all’Asp». I sindacati parlano di incontri ripetuti con la cooperativa che gestisce il servizio, con i lavoratori del Comune e dell’Azienda pubblica di servizi alla persona, ma senza risultati concreti.

«Non è possibile che, dopo le inagibilità dichiarate dai vigili del fuoco, nulla sia stato fatto, tra ricorsi e rimpalli di responsabilità tra Comune, Asp e cooperativa sociale», proseguono.

Cisl Fp e Uil Fpl annunciano quindi l’attivazione della Prefettura per le procedure di raffreddamento del conflitto e la richiesta di chiarimenti a tutti i soggetti coinvolti, inclusi Regione Toscana, Società della Salute, Asl e medicina del lavoro. «Non accettiamo l’ennesima morte in un luogo di lavoro», concludono.

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Tag: , , , , Last modified: Febbraio 17, 2026
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