Pistoia (martedì 23 dicembre 2025) — All’ospedale San Jacopo di Pistoia è stato attivato il percorso di pre-abilitazione chirurgica, un progetto sviluppato all’interno dell’Asl Toscana centro che introduce un approccio innovativo alla preparazione dei pazienti candidati a interventi chirurgici maggiori. In questa fase iniziale il programma è rivolto alla chirurgia epatobiliare e alla chirurgia vascolare maggiore, con l’obiettivo di estenderlo progressivamente anche ad altre specialità.
di Matteo Della Bartola
La pre-abilitazione rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma rispetto al tradizionale iter perioperatorio: il percorso interviene in modo mirato sui fattori di rischio modificabili – funzionali, nutrizionali, clinici e psicologici – che incidono direttamente sugli esiti dell’intervento e sul recupero post-operatorio.
Il progetto, sviluppato all’ospedale di Pistoia sotto la supervisione della struttura di anestesia e rianimazione afferente al dipartimento di emergenza e area critica, prevede una valutazione approfondita del paziente prima dell’intervento chirurgico. L’obiettivo è definire le condizioni di base, stimare il rischio di complicanze post-operatorie e individuare i fattori di rischio, sia modificabili che non modificabili, sui quali intervenire con un approccio multidisciplinare. Il percorso consente inoltre di personalizzare l’assistenza in tutte le fasi – pre, intra e post operatoria – in base alle caratteristiche e ai bisogni di ciascun paziente, aumentando le probabilità di successo dell’intervento e migliorando il recupero.
Il programma si fonda sul lavoro coordinato di diverse professionalità: anestesia e rianimazione, chirurgia vascolare ed epatobiliare, dietetica, fisioterapia e psicologia ospedaliera. Il coordinamento è affidato ad Alessandra Panchetti della struttura di anestesia e rianimazione, diretta da Giuliano Michelagnoli, con il contributo organizzativo della coordinatrice degli ambulatori di pre-ospedalizzazione, Cristina Salvadori.
Le unità di chirurgia epatobiliare, con Massimo Fedi, e di chirurgia vascolare, con Patrizia Della Caneva e Pierfrancesco Frosini, partecipano attivamente alla selezione dei pazienti e alla definizione delle strategie cliniche. I fisioterapisti dell’ospedale di Pistoia, coordinati da Simone Bonacchi e Mariella Agresti, garantiscono la valutazione e il monitoraggio delle condizioni funzionali e motorie durante il periodo di pre-abilitazione. In base alla residenza dei pazienti, viene inoltre attivato il collegamento con i servizi di riabilitazione territoriale, diretti da Elisa Buonandi e Laura Rosiello, per assicurare un supporto continuativo prima e dopo l’intervento.
Un ruolo centrale è svolto anche dal servizio di dietetica aziendale, diretto da Barbara Marianelli, impegnato nell’ottimizzazione dello stato nutrizionale, considerato un fattore chiave per ridurre le complicanze e favorire i processi di guarigione. La psicologia ospedaliera, con Donatella Pianeti, supporta i pazienti nella gestione dell’ansia e dello stress, favorendo una migliore adesione al percorso di cura.
Il progetto si inserisce in un più ampio sforzo condiviso all’interno della rete ospedaliera, diretta da Maria Teresa Mechi, in collaborazione con l’area di anestesia e rianimazione, diretta da Vittorio Pavoni, e con il dipartimento chirurgico.
«Questo percorso rappresenta un esempio concreto di integrazione tra ospedale e territorio – sottolinea Stefano Michelagnoli, direttore del dipartimento chirurgico – in cui il lavoro di squadra e la condivisione delle competenze permettono di offrire cure più efficaci, personalizzate e orientate agli esiti».
«Dall’attivazione del percorso abbiamo già preso in carico sei pazienti – aggiunge Giuliano Michelagnoli – e tra gli obiettivi principali c’è il miglioramento della qualità del recupero post-operatorio. La pre-abilitazione è un vero e proprio supporto globale che mette al centro la persona».
Soddisfazione anche da parte della direttrice sanitaria di presidio, Lucilla Di Renzo: «Il percorso di pre-abilitazione dell’ospedale di Pistoia si propone come un modello organizzativo innovativo, basato sulla collaborazione multidisciplinare e sulla personalizzazione delle cure».
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