Pistoia (sabato 13 settembre 2025) — Il Partito Democratico di Pistoia prende posizione dopo la rimozione dei fazzoletti rosa legati da Non Una di Meno in piazza della Sala. Un gesto definito “deturpamento” dal consigliere comunale Iacopo Bojola, che si è vantato pubblicamente di averli strappati.
di Matteo Della Bartola
“Quello che per Bojola è degrado – si legge in una nota del PD – è in realtà un simbolo di memoria e lotta contro la violenza di genere. I fazzoletti rosa, ispirati al pañuelo del movimento femminista e transfemminista, rappresentano il dolore, la forza e la dignità delle donne vittime di violenza. Non deturpano nulla: raccontano storie che non possono e non devono essere dimenticate”.
Secondo il PD, il vero degrado è culturale e politico: “È inaccettabile che un rappresentante delle istituzioni riduca a vandalismo un gesto simbolico e rispettoso, che non tocca neppure direttamente il Pozzo del Leoncino, ma solo la sua ringhiera. Strumentalizzare il tema del decoro urbano per cancellare una testimonianza civile è una forma di censura. È ridurre al silenzio chi porta in piazza la memoria delle donne uccise, chi difende diritti e dignità”.
Il partito critica anche l’atteggiamento del sindaco Tomasi, accusandolo di silenzi e mezze misure: “Già in occasione del Toscana Pride abbiamo assistito a una concessione di patrocinio tardiva e priva di reale sostegno. Ora, di fronte a un attacco diretto a un simbolo della lotta femminista, resta ancora una volta in silenzio. È questa la ‘rivoluzione del fare’ con cui la destra pensa di governare la Toscana?”
Il PD ribadisce il proprio sostegno a Non Una di Meno e a tutte le donne: “Pistoia non ha bisogno di chi cancella la memoria, ma di chi costruisce spazi di libertà e partecipazione”.
Duro anche il commento delle Donne Democratiche, che condannano l’atto come un gesto “politico, violento, inaccettabile”.
“I fazzoletti rosa o fucsia non sono semplici pezzi di stoffa – scrivono – ma simboli di sorellanza, memoria e resistenza. Ogni pañuelo parla di giustizia negata, di corpi violati, di una lotta viva e necessaria. Rimuoverli non è un atto neutro: è un tentativo di cancellare una presenza femminista e transfemminista nello spazio pubblico”.
“Chi li strappa – proseguono – non ‘riordina’, ma tenta di silenziare voci scomode, di marginalizzare chi ancora oggi vive discriminazione, violenza e precarietà. Difendere quei simboli significa stare dalla parte delle donne, delle persone LGBTQIA+, delle migranti, delle invisibili”.
Le Donne Democratiche chiedono che chi ha materialmente rimosso i pañuelos si assuma la responsabilità del proprio gesto: “Ci metta la faccia. E ci aspettiamo che all’interno della giunta qualcuno prenda pubblicamente le distanze da quanto accaduto. Il silenzio è complice”.
Anche la CGIL – con la segreteria provinciale, il Coordinamento Donne e lo SPI – esprime ferma condanna per l’accaduto.
“Per il consigliere Bojola – si legge nella nota – i pañuelos che portano i nomi delle donne e delle persone LGBTQIA+ uccise da violenza patriarcale sarebbero ‘spazzatura’. È un’affermazione grave, che legittima quella stessa cultura della violenza che ogni giorno colpisce migliaia di persone”.
La CGIL ricorda che Bojola non è nuovo a uscite offensive: “Solo due mesi fa ci accusava di fiancheggiare le Brigate Rosse. Questo nuovo episodio conferma un atteggiamento ideologico e intollerante. Ne chiediamo le dimissioni immediate”.
Anche il sindaco viene chiamato in causa: “Non accettiamo che continui a minimizzare. Pistoia merita istituzioni che promuovano il rispetto delle differenze, non che le calpestino”.
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