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Vaccini antinfluenzali, i medici di Pistoia in prima linea: «Un atto di responsabilità per proteggere tutta la comunità»

Pistoia (lunedì 5 ottobre 2026) — Con l’avvio della campagna vaccinale regionale ormai alle porte, l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pistoia richiama l’attenzione sul ruolo centrale dei professionisti sanitari nella prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze. In particolare, l’OMCeO sottolinea l’importanza di una partecipazione capillare dei medici di medicina generale, chiamati a essere parte attiva e determinante nella protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione.

di Matteo Della Bartola

Il tema è stato al centro dell’incontro formativo organizzato sabato 3 ottobre nella sede della LILT Pistoia, che ha riunito diversi professionisti impegnati nella sanità territoriale. All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, la dottoressa Elisabetta Alti, direttrice del Dipartimento di Medicina generale dell’AUSL Toscana Centro e vicepresidente dell’OMCeO Firenze, la dottoressa Paola Picciolli, responsabile dell’Unità funzionale di Igiene pubblica e nutrizione per l’ambito di Pistoia dell’AUSL Toscana Centro, e il dottor Stefano Tafi, coordinatore dell’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) di Pescia per l’AUSL Toscana Centro.

All’incontro è intervenuto anche il dottor Sandro Giannessi, assessore al Sociale e alla Salute del Comune di Pistoia, che ha ribadito il pieno sostegno dell’amministrazione comunale alla diffusione della campagna vaccinale.

«I medici sono pronti alla campagna vaccinale», sottolinea la presidente dell’OMCeO Pistoia, dottoressa Paola David. La vaccinazione sarà organizzata «nelle varie strutture di riferimento: negli ambulatori, nelle varie forme di organizzazione all’interno delle AFT, i pediatri di libera scelta, e per l’ASL i medici ospedalieri e aziendali di distretto».

Nei prossimi giorni, con l’arrivo delle dosi, i professionisti potranno organizzarsi per offrire ai cittadini un servizio il più possibile accessibile, attraverso orari estesi e ambulatori dedicati. In alcune realtà, spiega David, sarà inoltre possibile contare sul supporto degli infermieri, con l’obiettivo di rendere la vaccinazione ancora più semplice e fruibile.

Per la presidente dell’Ordine, tuttavia, la vaccinazione non rappresenta soltanto una scelta individuale: «Come Ordine ricordiamo che la vaccinazione antinfluenzale non è un semplice gesto di prevenzione individuale, ma un fondamentale atto di responsabilità etica e civica di ogni medico per proteggere le persone più fragili e tutelare la salute di tutta la comunità».

A illustrare il calendario della campagna 2026-27 è stata la dottoressa Elisabetta Alti. In Toscana si partirà il 7 ottobre nelle RSA, mentre dal 14 ottobre la vaccinazione sarà rivolta agli over 60 e alle persone con fragilità a partire dai 50 anni.

Successivamente, dall’11 novembre, la campagna sarà estesa al resto della popolazione, compresa quella al di sotto dei 60 anni.

«L’importanza è veramente massima in questo periodo perché siamo alle porte con l’arrivo dell’influenza», evidenzia Alti, ricordando come l’influenza «non è mai una patologia banale». Ogni anno, infatti, può provocare decessi, complicanze e un aumento dei ricoveri, soprattutto tra le categorie più esposte.

Tra queste rientrano gli anziani e le persone affette da patologie croniche, come diabete e scompenso cardiaco, oltre alle donne in gravidanza e a coloro che assistono persone malate.

Un aspetto particolarmente importante riguarda la protezione indiretta delle persone fragili. La dottoressa Paola Picciolli sottolinea la necessità di considerare non soltanto le condizioni del singolo paziente, ma anche il contesto familiare e assistenziale nel quale vive.

«È fondamentale che nell’approccio al paziente fragile si tenga conto delle sue esigenze, ma anche di quelle dell’ambiente che lo circonda», spiega.

Può infatti accadere che, per motivi legati a terapie concomitanti o ad altre condizioni cliniche, un paziente fragile non possa essere vaccinato in determinati momenti. In questi casi diventa particolarmente importante verificare lo stato vaccinale dei familiari e dei caregiver e intervenire laddove siano presenti carenze.

È il cosiddetto “effetto cocoon”, cioè la creazione di una sorta di barriera protettiva intorno alla persona più vulnerabile attraverso la vaccinazione di chi le sta vicino. «Rendendo così il soggetto fragile circondato il più possibile da persone che non siano in qualche modo poi possibili fonti di infezione», osserva Picciolli.

Durante l’incontro si è parlato anche dell’importanza di mantenere aggiornata la protezione vaccinale dell’adulto. Il dottor Stefano Tafi ha ricordato le principali vaccinazioni da tenere presenti nel corso della vita.

Tra queste figura quella contro difterite, tetano e pertosse, per la quale è normalmente previsto un richiamo ogni dieci anni. Particolare attenzione viene riservata alla gravidanza: «È fondamentale eseguire un richiamo alla ventottesima settimana di gravidanza proprio per la prevenzione della pertosse neonatale», ha spiegato Tafi, ricordando la gravità che questa malattia può avere nei neonati.

Ci sono poi la vaccinazione contro lo pneumococco, quella contro l’herpes zoster, particolarmente importante per le persone immunodepresse e per la coorte dei 65enni, oltre alle vaccinazioni contro influenza e Covid, dal momento che il virus continua a circolare.

Per quanto riguarda l’influenza, Tafi richiama infine le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per la popolazione a partire dai sei mesi di età.

«Non è soltanto una prerogativa delle persone fragili o anziane», sottolinea, evidenziando l’utilità di raggiungere una copertura quanto più ampia possibile.

Una maggiore adesione alla vaccinazione, infatti, non significa soltanto proteggere il singolo individuo, ma anche ridurre la circolazione del virus e, di conseguenza, le possibilità che l’infezione raggiunga persone particolarmente vulnerabili, come anziani, immunodepressi e pazienti affetti da patologie croniche.

È dunque sulla prevenzione, sulla prossimità dei servizi e sulla collaborazione tra tutti i professionisti sanitari che si gioca la nuova campagna vaccinale. Un impegno che l’Ordine dei Medici di Pistoia considera essenziale per affrontare la stagione influenzale e rafforzare, attraverso la vaccinazione, la tutela della salute dell’intera comunità.

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Tag: , , , , , , Last modified: Ottobre 5, 2026
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