Scritto da 11:29 am Pescia, Attualità, Top News

Nasce a Pescia il comitato “Società civile per il no al referendum”: al via la campagna sulla giustizia

Pescia (venerdì 6 febbraio 2026) — «Vota no per difendere giustizia, Costituzione e democrazia». È questo lo slogan scelto dal comitato “Società civile per il no al referendum”, costituitosi a Pescia in vista della campagna referendaria sui temi della giustizia. Nelle prossime settimane il gruppo sarà impegnato in iniziative di informazione e mobilitazione sul territorio.

di Matteo Della Bartola

Il comitato nasce su iniziativa di diverse realtà associative e politiche locali: la sezione Anpi “Aldo Sforzini” di Pescia, il circolo Arci Agorà di Pietrabuona, la Cgil di Pescia, il circolo pesciatino del Partito della Rifondazione Comunista, il Partito Democratico – Unione comunale di Pescia, Sinistra Civica Ecologista di Pescia, il Movimento 5 Stelle della Valdinievole e il circolo “Margherita Hack” di Sinistra Italiana di Pescia.

Il coordinamento è affidato a Sergio Tintori, presidente della sezione Anpi di Pescia. Il comitato si definisce aperto e inclusivo, rivolgendosi non solo alle organizzazioni della società civile, ma anche ai singoli cittadini e alle associazioni che intendano contribuire attivamente alla campagna per il no. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un fronte il più ampio e trasversale possibile.

Per aderire al comitato è possibile contattare l’indirizzo email comitatonoreferendumpescia@gmail.com.

In una nota, il comitato spiega le ragioni della propria posizione: «L’obiettivo è organizzare, coordinare e sostenere tutte le iniziative a sostegno del no al referendum, informando correttamente i cittadini sui contenuti della legge Nordio». Secondo i promotori, la riforma non rappresenta un reale miglioramento del sistema giudiziario, non incide sui tempi dei processi né sul servizio reso ai cittadini.

«Al contrario – si legge ancora – la legge Nordio, insieme ai progetti di autonomia differenziata e premierato, si inserisce in un disegno più ampio di profondo cambiamento della nostra Repubblica democratica». Il rischio denunciato dal comitato sarebbe quello di «una giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti», ribadendo che «l’autonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti».

Condividi la notizia:
Tag: , , , Last modified: Febbraio 6, 2026
Close